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Finalità Educative:
Scuola Primaria
“ La Scuola Primaria, accogliendo e valorizzando le diversità individuali, ivi comprese quelle derivanti dalle disabilità, promuove, nel rispetto delle diversità individuali, lo sviluppo della personalità, ed ha il fine di far acquisire e sviluppare le conoscenze e le abilità di base, ivi comprese quelle relative all’alfabetizzazione informatica, fino alle prime sistemazioni logico – critiche, di fare apprendere i mezzi espressivi, la lingua italiana e l’alfabetizzazione nella lingua inglese, di porre le basi per l’utilizzazione di metodologie scientifiche nello studio del mondo naturale, dei suoi fenomeni e delle sue leggi, di valorizzare le capacità relazionali e di orientamento nello spazio e nel tempo, di educare ai principi fondamentali della convivenza civile ” D.L.59del19febbraio2004.
Il compito specifico della scuola Primaria è quello di promuovere l’alfabetizzazione di base attraverso l’acquisizione dei linguaggi simbolici che costituiscono la struttura della nostra cultura, in un orizzonte allargato alle altre culture con cui conviviamo. La scuola primaria mira all’acquisizione degli apprendimenti di base, come primo esercizio dei diritti costituzionali. Ai bambini e alle bambine che la frequentano va offerta l’opportunità di sviluppare le dimensioni cognitive, emotive, affettive, sociali, corporee, etiche e religiose, e di acquisire i saperi irrinunciabili. Si pone come scuola formativa che, attraverso gli alfabeti delle discipline, permette di esercitare differenti potenzialità di pensiero, ponendo così le premesse per lo sviluppo del pensiero riflessivo e critico. Per questa via si formano cittadini consapevoli e responsabili a tutti i livelli, da quello locale a quello europeo. La padronanza degli alfabeti di base è ancor più importante per bambini che vivono in situazioni di svantaggio: più solide saranno le strumentalità apprese nella scuola primaria, maggiori saranno le probabilità di inclusione sociale e culturale attraverso il sistema dell’istruzione.
Il modello organizzativo della scuola primaria adotta modalità di lavoro capaci di rispondere alle esigenze degli alunni ed alla nostra "idea" di scuola (valori, scelte e metodologie di lavoro condivise), ovviamente tenendo conto delle risorse disponibili, anzi ricercandone l’ottimizzazione.
La flessibilità consente infatti di articolare il rapporto tra chi insegna e chi impara in forme non rigide e, quindi, di modellare la didattica sui modi e sui tempi di apprendimento dei bambini.
Tra le forme di flessibilità che le scuole possono adottare il Regolamento sull'Autonomia cita:
l’articolazione annuale dell'orario di ciascuna disciplina e attività, di percorsi didattici individualizzati , nel rispetto del principio generale dell'integrazione degli alunni nella classe e nel gruppo , anche per alunni in situazione di handicap o di svantaggio di gruppi di alunni provenienti dalla stessa classe o da classi parallele delle discipline in aree e ambiti disciplinari.
L'insieme dei meccanismi di flessibilità che ciascuna scuola può inserire nel Piano dell'Offerta Formativa (in particolare l'articolazione del monte ore annuale delle discipline e dei gruppi di alunni), consentono di rispondere alle esigenze dei singoli allievi.
In tal modo l’anno scolastico non è più l’unica unità di misura per programmare le fasi dell’insegnamento e dell’apprendimento.
A loro volta i gruppi di alunni possono essere articolati per realizzare, tra l'altro , all'interno del normale orario curricolare: gruppi più grandi per le lezioni frontali gruppi più piccoli per le esercitazioni, il sostegno, il recupero, l'approfondimento, lavori di gruppo temporanei di livello e/o di riallineamento, gruppi di laboratorio, gruppi appartenenti a classi diverse .
Gli insegnanti dei vari team e i consigli d'interclasse dei docenti, decideranno, plesso per plesso, le forme di flessibilità più idonee per valorizzare al meglio le opportunità descritte.
Le Indicazioni Nazionali per il Curricolo del 2007 prevedono le seguenti discipline, raggruppate in AREE DISCIPLINARI per sfruttarne i collegamenti interdisciplinari e rispettare, nello stesso tempo, l’esigenza dell’unitarietà dell’apprendimento.
Nella nostra scuola le Indicazioni disciplinari, l’Educazione alla convivenza civile, la Religione Cattolica /attività alternativa alla stessa, sono esplicitati in un documento generale " Piano di Studi Annuale " agli atti della scuola e disponibile a quanti ne facciano richiesta.
Sulla base di esso i docenti potranno impostare l'azione progettuale attraverso un'articolazione per Unità di apprendimento e la predisposizione di piani di studio personalizzati.
La normativa esistente fissa per la scuola primaria le discipline e le educazioni obbligatorie ma dà ai singoli istituti la possibilità di deliberare il monte ore annuale per ognuna di esse.
Con l'entrata in vigore dell'Autonomia scolastica (settembre 2000) ogni scuola, inoltre, può comprendere nel curricolo nazionale con una quota di curricolo locale.